Tamsyn Muir

Gideon the Ninth

Ed. Tor 2019

 



The Emperor needs necromancers.
The Ninth Necromancer needs a swordswoman.
Gideon has a sword, some dirty magazines, and no more time for undead bullshit.
Tamsyn Muir's Gideon the Ninth unveils a solar system of swordplay, cut-throat politics, and lesbian necromancers. Her characters leap off the page, as skillfully animated as necromantic skeletons. The result is a heart-pounding epic science fantasy.
Brought up by unfriendly, ossifying nuns, ancient retainers, and countless skeletons, Gideon is ready to abandon a life of servitude and an afterlife as a reanimated corpse. She packs up her sword, her shoes, and her dirty magazines, and prepares to launch her daring escape. But her childhood nemesis won't set her free without a service.
Harrowhark...

Tamsyn Muir è una scrittrice della Nuova Zelanda, anche se ora vive in UK. È stata nominata ad alcuni premi per racconti di genere fantasy e horror, ma questo è il suo primo romanzo, l'inizio di una trilogia. L'ho voluto leggere per le tante recensioni positive e per l'alto giudizio medio su Goodreads (4.26/5). Ma è stata una lettura difficile, con tanti ricorsi al dizionario (e quello del Kobo si è dimostrato troppo spesso inadeguato, e parlo del dizionario Inglese, non del vocabolario Inglese/Italiano che contiene meno vocaboli di quelli che conosco io) sia per la stranezza dell'ambientazione che per lo stile del linguaggio. Ma ho tenuto duro e sono arrivato alla fine. E alla fine ne sono stato contento.
Non so se leggerò i seguiti, ma solo perché ho tanto da leggere e questi mi impegnano troppo, per cui forse non saprò come evolverà la storia, a meno che qualche editore italiano non decida di tradurlo... ma ci vorrebbe una Serie TV per convincere qualcuno...
Si viene a conoscere l'universo in cui si svilge la vicenda un poco alla volta, e nemmeno completamente, per cui all'inizio è davvero difficile rendersi conto di cosa significhino concretamente certi termini, non sapendo a cosa si riferiscono di preciso. Quello che è subito chiaro è che la società descritta è governata da persone con poteri da Negromante, capaci ad esempio di far crescere interi scheletri da polvere di ossa e gestirne i movimenti, con poteri quasi magici, e inoltre praticamente immortali, a meno di non morire di morte violenta.
Ovviamente sono costretto a fare un minimo di spoiler, per cui chi non vuole sapere proprio niente farebbe bene ad abbandonare qui la lettura di questa nota.
Quello che alla fine si riesce a capire, ma è solo l'inizio della storia, è che ci si trova in un sistema solare in cui nove "case" di negromanti, ognuna con una sua specifica specializzazione, occupano altrettanti pianeti e sono al servizio dell'Imperatore, l'essere che ha dato inizio a tutto e generato l'immortalità per se e per i suoi più fedeli.
La necessità di rinnovare in numero di aiutanti più stretti dell'Imperatore, e dotati di poteri maggiori, porta gli eredi delle varie case, con i loro scudieri, al pianeta centrale, sede dell'Impero, in una specie di gara per selezionare i più degni. Qui si scatenano ovviamente egoismi, ambizioni e tradimenti, e si formano alleanze, via via che il problema appare ben più grosso.
Romanzo molto ben strutturato, e come ho detto anche di non facile lettura, che indubbiamente premia lo sforzo. È anche, e credo giustamente, finalista del premio Nebula e del premio Hugo per l'anno 2019.

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